L’undici dicembre

L’undici dicembre è una giornata qualsiasi, ed è perfino un lunedì quest’anno. Ma per me, da ventiquattro anni a questa parte, è speciale perché è il giorno del mio compleanno.

È stato un anno intenso, forse uno dei più pieni e frizzanti della mia vita e mi ha lasciato tanto.

Come prima cosa, ho capito che i miei capelli non ritorneranno più biondi e che l’henné rosso è stato solo una gran cagata.

Ho realizzato il mio sogno americano e ho constatato che Hollywood non mi piace per nulla, niente assomiglia ai film e la Walk of Fame non ne vale proprio la pena.

Sono passata definitivamente agli analcolici abbandonando anche quel poco di Prosecco che rimaneva. ‘Chi è la malata del gruppo? – ‘Sì, sono sempre io’.

Ho realizzato che il mio cane è sempre più vecchio ed io voglio stargli un po’ più vicino.

Ho capito che vivere in centro mi piace tantissimo ma che la neve nella casa in collina mi mancherà sempre per tutta la vita.

Di rughe per adesso non ne vedo ancora, ma quest’anno ho sicuramente imparato a truccarmi un po’ meglio rubando più trucchi possibili a mia sorella.

Ho rivalutato alcune persone, capendo chi volevo al mio fianco e chi no.

Ho iniziato ad apprezzare la mia voce, prima non riuscivo ad ascoltarmi in nessun audio vocale.

Ho capito che viaggiare mi piace tanto, ma mi piace ancor di più tornare a casa.

Ho compreso che le bambole, anche a ventiquattro anni, sono la mia passione più grande e che, in fondo, sono ancora una bambina.

Soprattutto, però, ho creduto più a me stessa e ho imparato ad apprezzarmi di più. Ho capito che posso indossare una maglietta attillata e che, anche da struccata, posso essere bella.

Ho capito tante cose, crescendo. Ed è bello come alcune cose io non le abbia capite da sola.

Buon compleanno a me,

Nina

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