Bryce Canyon


Ho bisogno di un pizzicotto. 

Oggi mi trovavo nel Bryce Canyon e sono rimasta senza parole. Ero lì, su una collinetta e sotto di me l’immensità. Rocce scoscese color rosso acceso, quel tocco di verde della vegetazione che coraggiosa prova a crescere in questo terreno per certi sensi duro e secco, il tutto mentre il sole calava. 

Mi sentivo come dentro ad un film, mentre ammiravo non riuscivo a credere che mi trovavo proprio lì, e forse questo è davvero il mio sogno. Il sogno “dell’America” che secondo me quasi tutti, almeno una volta, abbiamo desiderato. 


Alla prossima avventura, 

Nina

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Si va!


Domani è il giorno dei giorni, si parte! Ho aspettato a lungo nella mia vita questo viaggio e sono ancora incredula. 

Sono ‘affamata’ di nuove esperienze e nuovi posti da vedere, i miei occhi stanno fremendo dalla voglia di scoprire. 

Ho con me la mia macchina fotografica (continuo a sognare di dimenticarla o che non funzioni, segni premonitori?) e l’ho caricata con ben due giorni di anticipo. Ieri l’ho accesa e ho iniziato a cancellare le vecchie foto per fare spazio alle nuove. Ho eliminato 500 immagini del mio vecchio viaggio ed è stato come se avessi svuotato la mente in quel momento. Svuotando la schedina di memoria, è stato come se mi preparassi ad accogliere qualcosa di nuovo, mai conosciuto prima d’ora. 

Da questo viaggio tornerò sicuramente cambiata e soprattutto arricchita di esperienza. 

Viaggiare fa bene alla salute, ne sono certa. E parlo anche di piccoli viaggi, non per forza dall’altra parte del mondo. Prendete, per esempio, una domenica fuori porta in campagna o un weekend al mare. Tornando a casa, avrete quel qualcosa in più che prima non avevate. 

Buon viaggio a me,

Nina

Torino d’agosto


Torino d’agosto è bellissima, così calma e silenziosa da non riconoscerla più. 

Torino d’agosto sono gli innumerevoli parcheggi liberi in centro città (e la gioia nel riuscire a parcheggiare anche di sabato sera in centro). 

Torino d’agosto sono i pullman vuoti che quasi profumano e le biciclette che camminano silenziose e sfuggenti. 

Torino d’agosto sono i giardini Cavour senza musica e senza schiamazzi, che quasi mi fanno sentire un po’ più sola. 

Torino d’agosto è trovare un tavolo libero ovunque, anche di sabato sera in piazza Vittorio senza prenotazione. 

Torino d’agosto è il parco del Valentino un po’ più verde del solito, perché meno affollato. 

Torino d’agosto è via Roma dove il ‘chiuso per ferie’ non esiste. 

Torino d’agosto mi piace tanto, ed è sempre piacevole, a mio parere, tornare dalle vacanze per godersela un po’. 

Nina

Sotto il sole


Sotto il sole, ma soprattutto sotto l’ombrellone, ci sono viaggi da pianificare. 

Sto per intraprendere uno dei viaggi che più ho desiderato da quando sono piccola, ma non posso ancora crederci. Solo leggendo la guida, quando vedo scritto Grand Canyon o Los Angeles sobbalzo e non ci credo. 

Sarò a capo dell’organizzazione, e la cosa che temo di più è la macchina con il cambio automatico ma sopratutto il fatto che dovrò guidare in carreggiate da otto corsie. Mi stanno aspettando 3000km ma sarà meraviglioso. 

Il viaggio comincia da San Francisco, per poi proseguire lungo la costa fino a Los Angeles. Successivamente Las Vegas, Bryce Canyon, Page, Monument Valley e Gran Canyon con ritorno su Las Vegas. 

Sapete darmi dei consigli, nel caso foste già stati? Abbiamo una notte libera ancora da decidere tra San Francisco e Los Angeles lungo la costa. Ogni commento è buon accetto. 

Nina 

Piove


Piove. Ed è domenica, che accoppiata vincente. 

Ascolto musica lenta mentre sento la pioggia cadere e sbattere sui vetri della mia finestra. È estate, ma oggi non c’è il sole. 

Mi affaccio, il cielo è di un grigio tenue con qualche sfumatura più scura sparsa qua e là. La strada è bagnata, e sembra di colore più scuro. Gli alberi si muovono e il loro verde è più acceso. Le panchine del parco si sono tinte di una tonalità più vivace. Insomma, tutto sta cambiando colore. 

Esco. È quasi sera. Sono nella piazza principale della mia città, piazza Vittorio Veneto. Mi fermo, scatto una fotografia e penso. Il contrasto tra il cielo e l’asfalto con i palazzi è incredibile. Giorno e notte, sole e luna. 

Ci sono solo poche e piccolissime macchie di colore, e sono le luci. Le luci calde degli appartamenti, che si tingono di diversi colori in base alle pareti. 

Non è straordinario riuscire a trovare (o anche solo immaginare) una luce nel buio più profondo? A volte fa così bene. 

Buona domenica, 

Nina 

“Ciao Marti, buonanotte”

Come ormai saprete, amo la notte. E stasera ho anche capito di amare i saluti della buonanotte. 

“Ciao Marti, buonanotte”, mia sorella ha appena esclamato. Un congedo come se si partisse per un viaggio, uno un po’ più particolare dei soliti. La notte è un viaggio paradisiaco, tra sogni e incubi, passato e presente. È bene dare la buonanotte sempre, e pensare che non può che essere bella se è stata lei ad avermela augurarata.

Fate buon viaggio anche voi, 

Nina

Sbagliare a…?

Ho ventitré anni, sto studiando Lingue e Letterature straniere all’Università di Torino e sono al primo anno di magistrale. Ho stretto grandi amicizie, ho imparato diversi accenti italiani grazie a tutte le persone che ho conosciuto e mi piace quello che sto studiando. Fin qui tutto bene. C’è, però, un avverbio di tempo che mi perseguita… e DOPO?

Ecco, da qui non tutto benissimo. Ogni volta che la gente mi chiede: ‘E dopo cosa farai?’ mi sale l’angoscia. Lo so, dipende tutto da me e dalla mia volontà. Di carattere, sono motivata principalmente per le cose ‘stupide’ in cui credo e che voglio realizzare, per le cose serie che ne valgono del mio futuro ho sempre avuto bisogno di una spintarella da parte di qualcuno.

C’è una canzone di uno dei miei gruppi preferiti del momento, i Thegiornalisti, che dice:

“Magari forse un giorno arriverà qualcuno che mi dica cosa fare, qualcuno che sa già come si fa”. 

Questa è la spintarella di cui parlo. Mi sembra che abbia perennemente bisogno di una motivazione che arrivi dall’esterno. Da sola non sono capace? Mi interrogo… Sicuramente, l’avere qualcuno che sproni penso faccia sempre bene… però non deve diventarne una necessità per andare avanti.

La canzone in questione, Sbagliare a vivere (viva la positività), continua così:

“Continuo a vivere come mi va, sbagliare a vivere mi piace un sacco, se vuoi ti spiego io come si fa”.

A volte ho paura. Al momento sto vivendo come mi va, senza pensare troppo al ‘e DOPO?’ ma non so quanto questo possa essere producente dal momento in cui mi manca solo più un anno alla laurea. Sbagliare a vivere è, di certo, una frase esagerata per la mia situazione, però mi fa riflettere questo testo…

Starò forse sbagliando nel fare affidamento su qualcuno che mi sproni continuamente?

Ho bisogno di qualche vostro parere,

Nina

Backpackers in Viaggio

Chi mi conosce, mi diceva: “Tu? Davvero saresti in grado di fare un viaggio del genere con lo zaino pesante in spalle? Ma figurati!”. O ancora, continuavano: ‘Sai vero che puoi portarti poche cose dietro? Non pensare sia una passeggiata”.

Il primo dicembre 2016 sono partita per l’India. Nina, con (ancora per poco) i suoi capelli biondi e, con sorpresa, il mitico zaino! Ho sorpreso tutti.

Mi ricordo, appena arrivata all’aeroporto di Nuova Delhi, il momento del ritiro-bagagli: ho sollevato lo zaino e ho perso l’equilibrio cadendo all’indietro. Era pesante, in effetti. Il mio viaggio era appena cominciato e la fatica non mi ha fermato, era tutto così unico e nuovo.

Nuova Delhi

Ho avuto la fortuna di avere una buona guida turistica, la mia migliore amica che studiava là. Con lei al mio fianco è stato tutto più semplice, soprattutto per quanto riguarda il cibo. Nel mio zaino c’erano sicuramente più medicine che vestiti.

Il primo particolare dell’India che mi ha colpito è stato il sole (in tutti i sensi, c’erano 40 gradi a dicembre). Com’era diverso rispetto a quello che siamo abituati a vedere. Era molto più intenso ma soprattutto sembrava più vicino e più facile da ammirare.

Ahmedabad

Dopo la capitale indiana, ci siamo spostate con i nostri zaini ad Agra, la città del Taj Mahal. Personalmente, sono rimasta senza parole alla vista del mausoleo. Ci siamo recate qui alle sei del mattino. Nebbia, il sole che ancora non voleva sorgere e pochi turisti… uno spettacolo.

Taj Mahal

La tappa successiva è stata Jaipur, la città rosa. È chiamata così per il colore dei suoi palazzi e delle sue mura che caratterizzano l’ “old city”. Abbiamo girato la città con il rickshaw, il mezzo di trasporto più utilizzato (e più divertente se si è giovani!). Eravamo circondate da mille colori, profumi e volti.

Old City, Jaipur

Ah, per “profumi” intendo anche questo…

Jaipur

Ci siamo spostate, successivamente, a Jodhpur, la città blu. Questo soprannome proviene dal fatto che quasi tutte le case sono di colore blu. Mi sono informata e documentata scoprendo che la scelta di questo colore è stata fatta per gestire meglio il caldo. A quanto pare il blu riflette meglio la luce…

Jodhpur

L’India, però, è anche timore e paura. C’è stato un episodio che mi ha spaventato. Era notte ed eravamo le uniche donne bianche alla stazione dei bus, alla ricerca del nostro. Chiedevamo informazioni ma nessuno riusciva a capirci, ed eravamo circondate da uomini indiani con quegli sguardi un po’ strani. Non è stato piacevole… ma sicuramente ci saremmo difese lanciandogli i nostri pesanti zaini addosso!

Siamo arrivate poi a Udaipur, dove ho avuto anche la fortuna di passare il mio compleanno. È chiamata anche “la città dei laghi”, non sembra quasi di essere in India. Colorata, calorosa e piena di clacson. Abbiamo preso una barca che ci ha portato sull’isoletta “degli elefanti”. Candida e meravigliosa…

Udaipur

Abbiamo scelto all’ultimo, come tappa conclusiva, la piccola città di Chittorgarh. Abbiamo visitato il Forte, tra cani abbandonati e scimmie impazzite. A seguire, la valle dei templi. Silenzio magico e cura per l’anima…Penso sia stata una delle città che più mi sono piaciute.

Chittorgarh

Questa è stata, in brevissimo, la mia India. Ho trascorso due settimane con la macchina fotografica appesa al collo e senza connessione internet. È stato magnifico. Il mio viaggio è poi continuato in Sri Lanka per ancora una settimana, ma di quello ve ne parlerò più avanti.

Voi siete mai stati in India o vorreste andarci? Riuscireste a fare un viaggio del genere? Consiglio a tutti un’esperienza così, sia a giovani che ad adulti. Prendete il vostro zaino e partite, vi cambierà…


A presto,

Nina

Stanotte

Lo constato ormai spessissimo, la notte ha quel qualcosa in più. Tutto ciò che mi circonda mi sembra più intenso, di notte. 

Mezz’ora fa, di ritorno da una serata tra amiche, mi sono fatta lasciare con la macchina quasi “apposta” più lontana da casa per assaporarmi attimi notturni. Mi sono messa le cuffie in centro a Torino e osservavo. Ho visto ragazzine tutte truccate pronte per una serata, una donna con tacchi pazzeschi che traballava, la Mole illuminata e il suo riflesso su Palazzo Nuovo e tanto altro. Camminavo per via Po e ho notato una vetrina di un negozio che non avevo mai visto, ho attraversato la strada che porta a casa mia e ho visto un graffito colorato su un muro di cui non mi ero mai accorta. Il mio sguardo si soffermava. Questo succede anche di giorno, per carità, ma non con la stessa intensità. Non mi ero mai resa conto dei particolari, e questo non è da sottovalutare. La notte è diversa, e con la musica nelle orecchie ancor più particolare. Mi sono sentita bene ma strana allo stesso tempo, come se stessi vivendo “a rallentatore” e stessi analizzando attimi di vita di persone e situazioni a me sconosciute. 

Ve lo consiglio anche a voi, prendete una sera e uscite per la vostra città con la musica nelle orecchie. Poi ditemi… e ricordatevi dei particolari. 

Buonanotte, 

Nina