Sotto il sole


Sotto il sole, ma soprattutto sotto l’ombrellone, ci sono viaggi da pianificare. 

Sto per intraprendere uno dei viaggi che più ho desiderato da quando sono piccola, ma non posso ancora crederci. Solo leggendo la guida, quando vedo scritto Grand Canyon o Los Angeles sobbalzo e non ci credo. 

Sarò a capo dell’organizzazione, e la cosa che temo di più è la macchina con il cambio automatico ma sopratutto il fatto che dovrò guidare in carreggiate da otto corsie. Mi stanno aspettando 3000km ma sarà meraviglioso. 

Il viaggio comincia da San Francisco, per poi proseguire lungo la costa fino a Los Angeles. Successivamente Las Vegas, Bryce Canyon, Page, Monument Valley e Gran Canyon con ritorno su Las Vegas. 

Sapete darmi dei consigli, nel caso foste già stati? Abbiamo una notte libera ancora da decidere tra San Francisco e Los Angeles lungo la costa. Ogni commento è buon accetto. 

Nina 

Backpackers in Viaggio

Chi mi conosce, mi diceva: “Tu? Davvero saresti in grado di fare un viaggio del genere con lo zaino pesante in spalle? Ma figurati!”. O ancora, continuavano: ‘Sai vero che puoi portarti poche cose dietro? Non pensare sia una passeggiata”.

Il primo dicembre 2016 sono partita per l’India. Nina, con (ancora per poco) i suoi capelli biondi e, con sorpresa, il mitico zaino! Ho sorpreso tutti.

Mi ricordo, appena arrivata all’aeroporto di Nuova Delhi, il momento del ritiro-bagagli: ho sollevato lo zaino e ho perso l’equilibrio cadendo all’indietro. Era pesante, in effetti. Il mio viaggio era appena cominciato e la fatica non mi ha fermato, era tutto così unico e nuovo.

Nuova Delhi

Ho avuto la fortuna di avere una buona guida turistica, la mia migliore amica che studiava là. Con lei al mio fianco è stato tutto più semplice, soprattutto per quanto riguarda il cibo. Nel mio zaino c’erano sicuramente più medicine che vestiti.

Il primo particolare dell’India che mi ha colpito è stato il sole (in tutti i sensi, c’erano 40 gradi a dicembre). Com’era diverso rispetto a quello che siamo abituati a vedere. Era molto più intenso ma soprattutto sembrava più vicino e più facile da ammirare.

Ahmedabad

Dopo la capitale indiana, ci siamo spostate con i nostri zaini ad Agra, la città del Taj Mahal. Personalmente, sono rimasta senza parole alla vista del mausoleo. Ci siamo recate qui alle sei del mattino. Nebbia, il sole che ancora non voleva sorgere e pochi turisti… uno spettacolo.

Taj Mahal

La tappa successiva è stata Jaipur, la città rosa. È chiamata così per il colore dei suoi palazzi e delle sue mura che caratterizzano l’ “old city”. Abbiamo girato la città con il rickshaw, il mezzo di trasporto più utilizzato (e più divertente se si è giovani!). Eravamo circondate da mille colori, profumi e volti.

Old City, Jaipur

Ah, per “profumi” intendo anche questo…

Jaipur

Ci siamo spostate, successivamente, a Jodhpur, la città blu. Questo soprannome proviene dal fatto che quasi tutte le case sono di colore blu. Mi sono informata e documentata scoprendo che la scelta di questo colore è stata fatta per gestire meglio il caldo. A quanto pare il blu riflette meglio la luce…

Jodhpur

L’India, però, è anche timore e paura. C’è stato un episodio che mi ha spaventato. Era notte ed eravamo le uniche donne bianche alla stazione dei bus, alla ricerca del nostro. Chiedevamo informazioni ma nessuno riusciva a capirci, ed eravamo circondate da uomini indiani con quegli sguardi un po’ strani. Non è stato piacevole… ma sicuramente ci saremmo difese lanciandogli i nostri pesanti zaini addosso!

Siamo arrivate poi a Udaipur, dove ho avuto anche la fortuna di passare il mio compleanno. È chiamata anche “la città dei laghi”, non sembra quasi di essere in India. Colorata, calorosa e piena di clacson. Abbiamo preso una barca che ci ha portato sull’isoletta “degli elefanti”. Candida e meravigliosa…

Udaipur

Abbiamo scelto all’ultimo, come tappa conclusiva, la piccola città di Chittorgarh. Abbiamo visitato il Forte, tra cani abbandonati e scimmie impazzite. A seguire, la valle dei templi. Silenzio magico e cura per l’anima…Penso sia stata una delle città che più mi sono piaciute.

Chittorgarh

Questa è stata, in brevissimo, la mia India. Ho trascorso due settimane con la macchina fotografica appesa al collo e senza connessione internet. È stato magnifico. Il mio viaggio è poi continuato in Sri Lanka per ancora una settimana, ma di quello ve ne parlerò più avanti.

Voi siete mai stati in India o vorreste andarci? Riuscireste a fare un viaggio del genere? Consiglio a tutti un’esperienza così, sia a giovani che ad adulti. Prendete il vostro zaino e partite, vi cambierà…


A presto,

Nina

Martina

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Sono qui che continuo a scrivere articoli parlando di quadri, di quanto sia importante la notte per i pensieri e di quanto poco invece sia dichiarare la propria età agli altri. Eppure, mi rendo conto di non aver ancora menzionato e parlato della cosa più importante: Martina.

Penso sia uno degli articoli più complessi da scrivere e da elaborare, è sempre un pasticcio cercare di descriversi e trasmettere nel modo più realistico possibile un’idea di se stessi a sconosciuti. Provo a farlo perchè anche per me è un modo per vedermi da un altro punto di vista.

Sono sempre sorridente, anche quando ho tante cose per la testa che non mi fanno stare tranquilla. Tutto sommato sono soddisfatta di quello che sono diventata negli anni e di come sono stata cresciuta ed educata. Sono da sempre un’amante della natura, dei pappagalli colorati e dei bambini piccolissimi (la mia più grande passione). Ho vissuto una vita in campagna, tra lucertole sparse per la casa e “profumo” di erba cipollina che solo adesso che abito in centro riesco a chiamare così (quanto mi manca, a volte!). Ho passato una vita ad arrampicarmi nei boschi e a costruire tende. Non ho mai avuto tempo (e voglia) di guardare tanti cartoni animati, per me esistevano solo le bambole e gli animali (dal cane della prateria ai topi dalla coda grassa). Tutte le mie amiche mi chiedono spesso: “Ma hai mai visto Rossana quando eri piccola? o Sailor Moon?” – “No, mai”. Evidentemente stavo cercando le lumache sotto i cespugli o creando strani profumi con particolari foglie trovate per terra. Ero forse un po’ come Mowgli, solo con i capelli biondissimi e qualche vestitino in più addosso.

Con gli anni, sono cambiata parecchio. Dalla bambina “campagnola” sporca di fango che non aveva paura di nulla, nemmeno del morso del cane della prateria (mi è andata bene, a quest’ora potevo scrivere con quattro dita invece che cinque…), sono cresciuta e sono diventata più “raffinata” e femminile. Non esco mai senza orecchini e con un buon profumo addosso. Adoro indossare le camicie, i golfini e i vestitini freschi d’estate. Mowgli è oramai un vecchio ricordo.

Il mio carattere… questa è sicuramente la parte più difficile. È così facile analizzare gli altri, ma quando tocca pensare a te? Quanto rifletto però, e proviamo a farlo. Ho sempre la battuta pronta, questo c’è da dirlo. Amo l’ironia, ma soprattutto mi piace prendermi poco sul serio (anche se a volte ci vado giù pesante con gli insulti verso me stessa, ma sto lavorando su questo). Penso, inoltre, di far ridere tanto la gente e questa cosa, quando accade, è la più bella del mondo. Mi piace, poi, informarmi su ciò che non conosco, provare sempre gusti nuovi senza aver timore di aver paura di ciò che è “sconosciuto”. Sono molto precisa, tendo sempre a programmarmi un po’ la vita (che è un bene, per carità, ma se poi qualcosa non va secondo i piani…).

Credo, poi, che ogni persona che abbia incontrato nella mia vita mi abbia dato qualcosa e, di conseguenza, il mio carattere si sia andato formandosi anche su quello. Sono fortunata nel dire che ho sempre incontrato persone che mi volessero bene, e sono sicura di questo anche se con alcune ho perso un po’ i rapporti. Non ho mai voluto dimenticare nessuno, e penso che mai riuscirò a farlo. Alla fine mi è stato trasmesso e insegnato qualcosa, no?

Mi piace la sincerità e l’onestà, tantissimo. “Questo vestito non ti sta bene” (e può essere anche il mio vestito preferito). Grazie, sei stata sincera nel dirmelo, non lo metterò oggi ma sicuramente lo indosserò domani (non con te 😀 ). Rideteci su, dai.

Gli uomini… Non sono per quelli dai troppi complimenti, sono per quelli che hanno qualcosa di buono da trasmetterti. Ad un “Quanto sei gnocca stasera” preferisco, di gran lunga, una frase come: “Quanto mi piace parlare con te”. La sincerità, poi… Non mi sono mai sentita presa in giro da nessuno, e nemmeno da un ragazzo. Mi piacciono tanto quelli onesti e coraggiosi di prendersi le proprie responsabilità. “Non mi va più di uscire con te”: grazie, non mi farà piacere ma almeno hai avuto il coraggio di dirmelo. Bravo, 10+.

Ho provato a darvi un’idea di me, e chissà cosa ne è venuto fuori. Avete capito qualcosa in più su Nina? C’è tanto da dire, questo è solo un assaggio…

Nina