Io Non


“Io Non mangio schifezze”.

“Io Non posso non passare l’esame”.

“Io Non mi mangio le unghie”.

Ecco. Queste tre negazioni mi piacciono, o almeno, non mi fanno sentire da meno. Non tendono ad avere un fine di angoscia o malessere, non portano a nulla di male. 

“Io Non posso farlo”.

“Io Non sono abbastanza adatta a …”.

“Io Non credo di meritarmelo”.

Qui la storia cambia. Questi Non non fanno bene. Quante volte siamo portati, parlando e agendo nella nostra vita, a sottovalutarci? Purtroppo molto spesso. Usiamo semplici parole e il gioco è fatto. Cerchiamo di trovare appoggio nell’altro, proviamo a farci dire il contrario di quello che siamo e pretendiamo parole di conforto. Anche i più forti, quelli che si mostrano più sicuri di sé, sono così. Nessuno si salva. 

Non ci si potrà salvare, ma almeno si può provare a credere di più in se stessi. Io ci sto provando, ho imparato a non lamentarmi (quasi) più. Mi capitano spesso situazioni “di conforto” dove mi ritrovo a dover e voler annullare tutti i Non che sento pronunciare dagli altri. L’altro giorno, per esempio, parlavo con una mia amica di una delle notizie più brillanti degli ultimi giorni: la festa dei trent’anni di Chiara Ferragni. Sembrerà una cagata, ma anche nella superficialità di questo discorso ho potuto riconoscere in me una forza. Parlavamo di quanto fosse stata grandiosa la festa della fashion blogger e di quanto lei fosse così fortunata ad avere tutto a portata di mano. La mia amica ha esordito dicendomi: “Beata lei! Io Non potrei mai pensare di essere circondata da così tante persone e fare una festa del genere, piena di gioia”. Io le ho risposto dicendole: “Ma non è vero, la nostra festa sarà ancora più bella della sua”. So che vi ho portato un esempio un po’ contorto perché, comunque, una festa come quella della Ferragni sarebbe molto difficile da realizzare per chiunque. Ma non è questo il punto, è il fatto, invece, di non lamentarsi davanti alle gioie altrui. Va bene, magari non avremo trenta migliori amici come lei, ma avremo i nostri dieci sinceri e fidati. Non avremo il lusso, i calici di champagne o cinque torte diverse, ma una casa normale e un buon prosecco. Ho imparato ad apprezzare le cose semplici, senza trovare gelosia o invidia in quelle più sfarzose. 

Questo è solo uno stupido esempio, il fatto del Non lo si applica, nella maggior parte delle volte, a situazioni più importanti. Proprio per questo, un mio consiglio che vi do è quello del Vietato sottovalutarsi. Possiamo non sentirci all’altezza di qualcosa, ma non per questo siamo più deboli. Se Chiara si merita cinque torte diverse, io mi merito la mia preferita. 

Buon pomeriggio,

Nina 


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