Un Quadro

Ho deciso di scegliere un oggetto al giorno (se riesco) e raccontarvelo. 

Oggi vi faccio vedere questo quadretto. La sua storia è un po’ contorta ma vale la pena ascoltarla. Faceva parte della mansarda tanto cara a mio nonno e, anni fa, era sicuramente appeso da qualche parte (non ricordo dove, ma so che ne andavo matta). 

Giugno duemilasedici. Io e la mia famiglia ci traferimmo in mansarda, quella mansarda. La casa era un pasticcio, c’erano scatole ovunque e non si capiva più nulla. 

Un giorno trovai per casa (e per caso) un sacco nero pieno di cianfrusaglie. Mia mamma l’aveva già spostato nell’ingresso per buttarlo. “Sono tutte cose inutili”, mi aveva detto. Io e la mia curiosità, però, non pazientammo e iniziai a scavarci dentro. Lo avevo trovato. Era lì che mi aspettava, come se lo avessi salvato da quel buio e da quella pesantezza da tutti gli altri oggetti. Il quadro!

Mi ricordo la mia felicità, come se avessi trovato un piccolo tesoro. Era finito addirittura nel sacco da buttare, nemmeno tra le cose da riordinare. 

Lo presi e lo misi direttamente in camera mia. Fu la prima cosa che sentii mia in quella stanza così nuda e anonima. 

Sono passati mesi e finalmente l’ho appeso. Ogni sera, prima di dormire, rileggo quella frase che dice: “Signore benedici chi non mi fa perdere tempo” e mi piace continuarla così: “E chi il tempo me lo fa passare nei migliori dei modi”. 

Buonanotte,

Nina