Bryce Canyon


Ho bisogno di un pizzicotto. 

Oggi mi trovavo nel Bryce Canyon e sono rimasta senza parole. Ero lì, su una collinetta e sotto di me l’immensità. Rocce scoscese color rosso acceso, quel tocco di verde della vegetazione che coraggiosa prova a crescere in questo terreno per certi sensi duro e secco, il tutto mentre il sole calava. 

Mi sentivo come dentro ad un film, mentre ammiravo non riuscivo a credere che mi trovavo proprio lì, e forse questo è davvero il mio sogno. Il sogno “dell’America” che secondo me quasi tutti, almeno una volta, abbiamo desiderato. 


Alla prossima avventura, 

Nina

Annunci

Si va!


Domani è il giorno dei giorni, si parte! Ho aspettato a lungo nella mia vita questo viaggio e sono ancora incredula. 

Sono ‘affamata’ di nuove esperienze e nuovi posti da vedere, i miei occhi stanno fremendo dalla voglia di scoprire. 

Ho con me la mia macchina fotografica (continuo a sognare di dimenticarla o che non funzioni, segni premonitori?) e l’ho caricata con ben due giorni di anticipo. Ieri l’ho accesa e ho iniziato a cancellare le vecchie foto per fare spazio alle nuove. Ho eliminato 500 immagini del mio vecchio viaggio ed è stato come se avessi svuotato la mente in quel momento. Svuotando la schedina di memoria, è stato come se mi preparassi ad accogliere qualcosa di nuovo, mai conosciuto prima d’ora. 

Da questo viaggio tornerò sicuramente cambiata e soprattutto arricchita di esperienza. 

Viaggiare fa bene alla salute, ne sono certa. E parlo anche di piccoli viaggi, non per forza dall’altra parte del mondo. Prendete, per esempio, una domenica fuori porta in campagna o un weekend al mare. Tornando a casa, avrete quel qualcosa in più che prima non avevate. 

Buon viaggio a me,

Nina

Sotto il sole


Sotto il sole, ma soprattutto sotto l’ombrellone, ci sono viaggi da pianificare. 

Sto per intraprendere uno dei viaggi che più ho desiderato da quando sono piccola, ma non posso ancora crederci. Solo leggendo la guida, quando vedo scritto Grand Canyon o Los Angeles sobbalzo e non ci credo. 

Sarò a capo dell’organizzazione, e la cosa che temo di più è la macchina con il cambio automatico ma sopratutto il fatto che dovrò guidare in carreggiate da otto corsie. Mi stanno aspettando 3000km ma sarà meraviglioso. 

Il viaggio comincia da San Francisco, per poi proseguire lungo la costa fino a Los Angeles. Successivamente Las Vegas, Bryce Canyon, Page, Monument Valley e Gran Canyon con ritorno su Las Vegas. 

Sapete darmi dei consigli, nel caso foste già stati? Abbiamo una notte libera ancora da decidere tra San Francisco e Los Angeles lungo la costa. Ogni commento è buon accetto. 

Nina 

“Ciao Marti, buonanotte”

Come ormai saprete, amo la notte. E stasera ho anche capito di amare i saluti della buonanotte. 

“Ciao Marti, buonanotte”, mia sorella ha appena esclamato. Un congedo come se si partisse per un viaggio, uno un po’ più particolare dei soliti. La notte è un viaggio paradisiaco, tra sogni e incubi, passato e presente. È bene dare la buonanotte sempre, e pensare che non può che essere bella se è stata lei ad avermela augurarata.

Fate buon viaggio anche voi, 

Nina

Backpackers in Viaggio

Chi mi conosce, mi diceva: “Tu? Davvero saresti in grado di fare un viaggio del genere con lo zaino pesante in spalle? Ma figurati!”. O ancora, continuavano: ‘Sai vero che puoi portarti poche cose dietro? Non pensare sia una passeggiata”.

Il primo dicembre 2016 sono partita per l’India. Nina, con (ancora per poco) i suoi capelli biondi e, con sorpresa, il mitico zaino! Ho sorpreso tutti.

Mi ricordo, appena arrivata all’aeroporto di Nuova Delhi, il momento del ritiro-bagagli: ho sollevato lo zaino e ho perso l’equilibrio cadendo all’indietro. Era pesante, in effetti. Il mio viaggio era appena cominciato e la fatica non mi ha fermato, era tutto così unico e nuovo.

Nuova Delhi

Ho avuto la fortuna di avere una buona guida turistica, la mia migliore amica che studiava là. Con lei al mio fianco è stato tutto più semplice, soprattutto per quanto riguarda il cibo. Nel mio zaino c’erano sicuramente più medicine che vestiti.

Il primo particolare dell’India che mi ha colpito è stato il sole (in tutti i sensi, c’erano 40 gradi a dicembre). Com’era diverso rispetto a quello che siamo abituati a vedere. Era molto più intenso ma soprattutto sembrava più vicino e più facile da ammirare.

Ahmedabad

Dopo la capitale indiana, ci siamo spostate con i nostri zaini ad Agra, la città del Taj Mahal. Personalmente, sono rimasta senza parole alla vista del mausoleo. Ci siamo recate qui alle sei del mattino. Nebbia, il sole che ancora non voleva sorgere e pochi turisti… uno spettacolo.

Taj Mahal

La tappa successiva è stata Jaipur, la città rosa. È chiamata così per il colore dei suoi palazzi e delle sue mura che caratterizzano l’ “old city”. Abbiamo girato la città con il rickshaw, il mezzo di trasporto più utilizzato (e più divertente se si è giovani!). Eravamo circondate da mille colori, profumi e volti.

Old City, Jaipur

Ah, per “profumi” intendo anche questo…

Jaipur

Ci siamo spostate, successivamente, a Jodhpur, la città blu. Questo soprannome proviene dal fatto che quasi tutte le case sono di colore blu. Mi sono informata e documentata scoprendo che la scelta di questo colore è stata fatta per gestire meglio il caldo. A quanto pare il blu riflette meglio la luce…

Jodhpur

L’India, però, è anche timore e paura. C’è stato un episodio che mi ha spaventato. Era notte ed eravamo le uniche donne bianche alla stazione dei bus, alla ricerca del nostro. Chiedevamo informazioni ma nessuno riusciva a capirci, ed eravamo circondate da uomini indiani con quegli sguardi un po’ strani. Non è stato piacevole… ma sicuramente ci saremmo difese lanciandogli i nostri pesanti zaini addosso!

Siamo arrivate poi a Udaipur, dove ho avuto anche la fortuna di passare il mio compleanno. È chiamata anche “la città dei laghi”, non sembra quasi di essere in India. Colorata, calorosa e piena di clacson. Abbiamo preso una barca che ci ha portato sull’isoletta “degli elefanti”. Candida e meravigliosa…

Udaipur

Abbiamo scelto all’ultimo, come tappa conclusiva, la piccola città di Chittorgarh. Abbiamo visitato il Forte, tra cani abbandonati e scimmie impazzite. A seguire, la valle dei templi. Silenzio magico e cura per l’anima…Penso sia stata una delle città che più mi sono piaciute.

Chittorgarh

Questa è stata, in brevissimo, la mia India. Ho trascorso due settimane con la macchina fotografica appesa al collo e senza connessione internet. È stato magnifico. Il mio viaggio è poi continuato in Sri Lanka per ancora una settimana, ma di quello ve ne parlerò più avanti.

Voi siete mai stati in India o vorreste andarci? Riuscireste a fare un viaggio del genere? Consiglio a tutti un’esperienza così, sia a giovani che ad adulti. Prendete il vostro zaino e partite, vi cambierà…


A presto,

Nina