Ti voglio bene

È una vita intera.

Sono al mare a Mentone, in Francia. Prima mi sono affacciata al balcone e, curiosando dall’alto, ho visto contemporaneamente tre scene: una mamma che portava un passeggino sulla passeggiata, un papà con il proprio figlio al porto a guardare i pesci e tre ragazzini sui 15-16 anni tutti eleganti su una panchina.

Per un minuto ho chiuso gli occhi e ho pensato a come io abbia percorso queste tre tappe qui. La passeggiata serale in passeggino col ciuccio, il pane secco dato ai cefali al porto e la mia adolescenza tra un gelato e un analcolico al minibar.

Sono passati 25 anni e ogni volta ti voglio sempre più bene, Mentone.

Nina

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Otto di sera

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Bene, la mia non è una storia bensì un piccolo pensiero.

Qualche sera fa mi è capitato di salire sul bus verso sera, era circa l’ora di cena. Ho cercato posto, mi sono seduta e ho iniziato ad osservare le persone. Guardavo i loro visi, alcuni stanchi e provati dalla giornata, altri pensierosi e in attesa di qualcosa.

Erano l’angoscia e l’avvilimento che trapelavano dai loro visi. Poi mi sono soffermata sull’orario…erano le otto di sera. L’ora della cena, del raccoglimento familiare e del calore affettivo. Era come se tutti noi passeggeri non fossimo nel posto giusto, come se ci mancasse qualcosa.

Sarà stata questione di orario, non lo so. Penso però che ci fosse qualcosa di diverso rispetto ad un viso stanco alle quattro di pomeriggio. Alle otto di sera si sente quel qualcosa in più, o in meno…

Buona serata,

Nina

Piove


Piove. Ed è domenica, che accoppiata vincente. 

Ascolto musica lenta mentre sento la pioggia cadere e sbattere sui vetri della mia finestra. È estate, ma oggi non c’è il sole. 

Mi affaccio, il cielo è di un grigio tenue con qualche sfumatura più scura sparsa qua e là. La strada è bagnata, e sembra di colore più scuro. Gli alberi si muovono e il loro verde è più acceso. Le panchine del parco si sono tinte di una tonalità più vivace. Insomma, tutto sta cambiando colore. 

Esco. È quasi sera. Sono nella piazza principale della mia città, piazza Vittorio Veneto. Mi fermo, scatto una fotografia e penso. Il contrasto tra il cielo e l’asfalto con i palazzi è incredibile. Giorno e notte, sole e luna. 

Ci sono solo poche e piccolissime macchie di colore, e sono le luci. Le luci calde degli appartamenti, che si tingono di diversi colori in base alle pareti. 

Non è straordinario riuscire a trovare (o anche solo immaginare) una luce nel buio più profondo? A volte fa così bene. 

Buona domenica, 

Nina 

“Ciao Marti, buonanotte”

Come ormai saprete, amo la notte. E stasera ho anche capito di amare i saluti della buonanotte. 

“Ciao Marti, buonanotte”, mia sorella ha appena esclamato. Un congedo come se si partisse per un viaggio, uno un po’ più particolare dei soliti. La notte è un viaggio paradisiaco, tra sogni e incubi, passato e presente. È bene dare la buonanotte sempre, e pensare che non può che essere bella se è stata lei ad avermela augurarata.

Fate buon viaggio anche voi, 

Nina

Stanotte

Lo constato ormai spessissimo, la notte ha quel qualcosa in più. Tutto ciò che mi circonda mi sembra più intenso, di notte. 

Mezz’ora fa, di ritorno da una serata tra amiche, mi sono fatta lasciare con la macchina quasi “apposta” più lontana da casa per assaporarmi attimi notturni. Mi sono messa le cuffie in centro a Torino e osservavo. Ho visto ragazzine tutte truccate pronte per una serata, una donna con tacchi pazzeschi che traballava, la Mole illuminata e il suo riflesso su Palazzo Nuovo e tanto altro. Camminavo per via Po e ho notato una vetrina di un negozio che non avevo mai visto, ho attraversato la strada che porta a casa mia e ho visto un graffito colorato su un muro di cui non mi ero mai accorta. Il mio sguardo si soffermava. Questo succede anche di giorno, per carità, ma non con la stessa intensità. Non mi ero mai resa conto dei particolari, e questo non è da sottovalutare. La notte è diversa, e con la musica nelle orecchie ancor più particolare. Mi sono sentita bene ma strana allo stesso tempo, come se stessi vivendo “a rallentatore” e stessi analizzando attimi di vita di persone e situazioni a me sconosciute. 

Ve lo consiglio anche a voi, prendete una sera e uscite per la vostra città con la musica nelle orecchie. Poi ditemi… e ricordatevi dei particolari. 

Buonanotte, 

Nina