Ti voglio bene

È una vita intera.

Sono al mare a Mentone, in Francia. Prima mi sono affacciata al balcone e, curiosando dall’alto, ho visto contemporaneamente tre scene: una mamma che portava un passeggino sulla passeggiata, un papà con il proprio figlio al porto a guardare i pesci e tre ragazzini sui 15-16 anni tutti eleganti su una panchina.

Per un minuto ho chiuso gli occhi e ho pensato a come io abbia percorso queste tre tappe qui. La passeggiata serale in passeggino col ciuccio, il pane secco dato ai cefali al porto e la mia adolescenza tra un gelato e un analcolico al minibar.

Sono passati 25 anni e ogni volta ti voglio sempre più bene, Mentone.

Nina

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M’amo o non m’amo?

Ciao WordPress!

Quale occasione migliore di San Valentino per riflettere insieme su una delle tematiche più discusse, adorate e criticate: l‘amore. Continua a leggere “M’amo o non m’amo?”

“Non lo so”

boh

Eccomi di nuovo, WordPress! Oggi vorrei riflettere su una tematica che non so ben definire ma che proverò a spiegarvi con parole semplici.

Dunque, è da qualche mese che sto lavorando come babysitter a tempo (quasi) pieno, seguo due bambine di dodici e otto anni tutti i giorni e con loro facciamo compiti, giochiamo, insomma… le solite cose. È un’occupazione parecchio impegnativa, contando il fatto che sono due e che una è nel pieno dell’adolescenza (sono più le volte che piange che quelle in cui mi fa un sorriso).

Arianna, la più grande, mi conosce di più perché già lo scorso anno l’aiutavo coi compiti e tra noi c’è una sintonia che si può definire come fraterna. Siamo complici in molte situazioni, è molto affettuosa e per una come me che non riesce ad abbracciare nemmeno un peluche… serve molto.

Seda, la piccola, è dolcissima e ormai mi ha presa come sua compagna di gioco per eccellenza. Se rifiuto di giocare a basket con lei… apriti cielo. Ci stiamo ancora conoscendo, sto cercando di scoprire cosa le piace di più e come intrattenerla senza pensare sempre al basket, la sua passione.

La mia riflessione di cui voglio rendervi partecipi oggi verte sulla risposta che ricevo maggiormente dalle bambine ogni giorno quando chiedo loro qualcosa: Non lo so. 

Ecco, il Non lo so a volte, per una venticinquenne quale sono, è bellissimo. Spiego meglio… Mi capita spesso di fargli domande banali tipo:

“A che ora inizia la partita?”

“Dove hai messo le tue scarpe preferite?”

E la risposta che spesso ricevo è Non lo so. Mi piace molto analizzare la mentalità infantile e trovo che ci sia del grandioso nell’ingenuità e nell’incoscienza dei bambini. Capitano, per esempio, delle situazioni in cui mi agito perché siamo in ritardo o dimentichiamo qualcosa e poi vedo loro che, con tutta la semplicità e la calma del mondo, mi rispondono Non lo so. Con facilità massima e senza alcuna preoccupazione. A volte è deleterio, lo ammetto, ma la maggior parte delle volte lo prendo come un calmante.

Crescere è difficile, lo vedo in Arianna che inizia con le sue prime cotte disperandosi e urlando fuori dal balcone. A volte mi ripete che “essere piccoli fa schifo” o che vorrebbe essere grande come me e non avere certi problemi. Ci guardiamo e le rispondo spesso che quando si cresce poi si rimpiange tutto dell’essere piccoli.

È così, almeno per quello che posso constatare adesso. Ho venticinque anni e vorrei ritornare ad avere quell’ingenuità bellissima e leggera a volte… ma non si torna indietro. Però, da quando faccio questo lavoro, mi è capitato di riuscire a tornare indietro e sentirmi piccola con loro. A volte ne sento la necessità e, se mai vi steste chiedendo se mi faccia o meno bene… la mia risposta è: Non lo so, ma sono contenta così e penso che questo sia proprio il bello di fare questo tipo di lavoro.

Alla fine è un crescere insieme e realizzare ogni giorno di non essere ancora cresciuta abbastanza…

 

Nina

 

 

Sfigata?

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Ciao WordPress, eccomi di nuovo a scrivere. Una settimana fa vi ho raccontato un po’ del mio passato e di come io mi senta cambiata col tempo ( Lasciatemi fiorire! ) mentre oggi vi parlo di un qualcosa che non è mai mutato in me, di una mia passione e caratteristica ma soprattutto di come questa sia vista dall’esterno. Continua a leggere “Sfigata?”

Lasciatemi fiorire!

IMG_2389.JPGCiao WordPress!

Il 2019 mi riporta qui, un po’ inaspettatamente e parecchio volontariamente.

Facciamo un breve ripasso: sono Martina, ho venticinque anni, i capelli lunghi e biondi, il lato B prosperoso e… “Aspetta, ma non hai il reggiseno?”

Fermiamoci qui con la descrizione, basta e avanza per capire ciò che voglio trasmettere oggi.

Questo che sto vivendo è un periodo sereno e leggero e mi sento molto bene anche con il mio corpo. Qui sta il punto: sentirsi bene col proprio corpo. Ma, per affrontare questo discorso, torniamo indietro nel tempo… Continua a leggere “Lasciatemi fiorire!”

Otto di sera

Condividi qui la tua storia…

Bene, la mia non è una storia bensì un piccolo pensiero.

Qualche sera fa mi è capitato di salire sul bus verso sera, era circa l’ora di cena. Ho cercato posto, mi sono seduta e ho iniziato ad osservare le persone. Guardavo i loro visi, alcuni stanchi e provati dalla giornata, altri pensierosi e in attesa di qualcosa.

Erano l’angoscia e l’avvilimento che trapelavano dai loro visi. Poi mi sono soffermata sull’orario…erano le otto di sera. L’ora della cena, del raccoglimento familiare e del calore affettivo. Era come se tutti noi passeggeri non fossimo nel posto giusto, come se ci mancasse qualcosa.

Sarà stata questione di orario, non lo so. Penso però che ci fosse qualcosa di diverso rispetto ad un viso stanco alle quattro di pomeriggio. Alle otto di sera si sente quel qualcosa in più, o in meno…

Buona serata,

Nina

Quel viaggio in America

Quel viaggio in America inizia, mentalmente, in una calda giornata di fine giugno. Mia cugina, mia sorella ed io ci ritroviamo un pomeriggio per parlare di voler andare lontano e, con l’aiuto di Google Maps, iniziamo a buttare giù qualche meta. “Andiamo in California? Sarebbe bellissimo e nessuna delle tre ci è mai stata” – propone Vitto. E la proposta di Vitto fu portata a termine.

Il mese seguente è stato un po’ incerto e pensieroso a livello psicologico. C’erano le vacanze di mezzo e non eravamo vicine per organizzare il tutto. Inizialmente, avevamo in mente di fare un giro molto più lungo passando anche da San Diego ma ci avrebbe preso tre settimane e non riuscivamo con i vari impegni. Ci siamo rivolte, infine, ad un’agenzia e insieme abbiamo tracciato il percorso definitivo. Il 14 settembre saremmo partite: San Francisco, Los Angeles, Las Vegas, Bryce Canyon, Lake Powell, Monument Valley e Grand Canyon!

Il nostro viaggio inizia alle 6,20 AM di giovedì 14 settembre 2017. Partiamo da Caselle con arrivo all’aeroporto di Amsterdam verso le 10 di mattina. Io intanto scatto una foto dell’alba dal finestrino (volevo stare per forza seduta su quel sedile). Mozzafiato…


Ripartiamo da Amsterdam e arriviamo, dopo circa otto ore, a San Francisco. Ma lasciatemi deliziarvi con la cena servita in aereo, e prestate attenzione anche alla “bottiglietta” d’acqua.


Dicevo, arriviamo a San Francisco. Continuo a non rendermene conto e chiedo insistentemente a mia sorella, in fase di atterraggio, di darmi dei pizzicotti per realizzare. Ero davvero arrivata in America!

La nostra permanenza in questa città inizia in modo particolarmente eccitante: tardiamo a trovare l’autista di Uber per portarci in hotel, quest’ultimo indispettito se ne va senza di noi e mi scalano, così, 5 dollari dal credito telefonico. Avevamo poi problemi con il Wi-Fi, sembravamo ubriache ad uscire ed entrare continuamente in aeroporto per collegarci. Prese dall’agitazione, ci riprendiamo immediatamente dal Jet-Leg!

I giorni seguenti sono stati molto intensi e ogni giorno abbiamo visitato qualcosa di unico e particolare. San Francisco, a mio parere, è una bella città ma molto varia. I quartieri residenziali come Alamo Square o Haight and Ashbury hanno uno stile come londinese, con casette tutte simili e colorate. Poi c’è la metropoli, con Union Square e Powell St. Cable Car (i famosi tram!). Ci siamo poi avventurate per la Lombard Street, la famosa strada “a curve” in punta a una salita notevole percorribile in automobile. Ovviamente, non avevamo ancora la macchina e abbiamo avuto la splendida idea di inoltrarci verso la scalata dopo un leggerissimo pranzo da Bubba Gump al Pier 39. Non è stato semplice…ma non è neppure stato facile dire di no a quel pesce fritto.


Abbiamo poi visitato la prigione di Alcatraz, molto interessante. Ho un po’ il gusto del macabro, quindi quel posto faceva per me. Alla fine della visita, nel bookshop, abbiamo avuto anche la fortuna di incontrare personalmente un ex detenuto, non me lo aspettavo!

La cosa che più mi è piaciuta di questa città, però, è stata il Golden Gate Bridge visto da Baker Beach. Siamo arrivati con Uber fino alla spiaggia e sono rimasta senza fiato. Sabbia bianca, onde quasi silenziose e in lontananza il famoso ponte. Mi è piaciuto anche notare come cambiava il paesaggio a mano a mano che ci si spostava. Siamo passate dalla metropoli alla natura incontaminata nel giro di venti minuti.


Il 18 settembre inizia davvero il nostro viaggio con il noleggio dell’auto. Ci rechiamo al punto Alamo vicino all’aeroporto e preparatevi a ridere. Intanto, sembrava di essere in aeroporto dalla gente che c’era. Finiamo con tutta la documentazione e ci rechiamo nel garage dove avremmo preso la nostra macchina. Convinte che ci fosse un addetto che ci mostrasse la macchina e i suoi funzionamenti particolari, attendiamo il nostro turno. Ad accoglierci una ragazza che con voce tranquilla e spensierata e alla nostra domanda: “Quale auto prendiamo?”, ci risponde: “Vedete quella fila lì? Ecco, potete scegliere quella che volete”. Detto così non sembra nemmeno troppo divertente, ma siamo scoppiate in una risata isterica. “Quella fila lì” comprendeva almeno trenta macchine tra cui circa venti Van da otto posti l’uno. Tutte le auto erano aperte con la propria chiave già inserita e bastava sedersi e partire. Io, ingenua e convinta che mi avrebbero spiegato anche come funzionasse il cambio automatico…

Partiamo, ansia iniziale da autostrada da sei corsie. Bene ma non benissimo. Mi sono abituata in fretta e il navigatore ci è sempre stato accanto. Arriviamo a San Luis Obispo, tappa scelta all’ultimo perchè di passaggio. Bellissima cittadina verde e tranquilla.

Ripartiamo il giorno seguente e arriviamo a Los Angeles. Città caotica, rumorosa ma simbolo, per la mia infanzia e adolescenza, della California. Rimaniamo bloccate due ore nel traffico a Santa Monica ma un tramonto rosato su Beverly Hills ci fa compagnia. Ci fermiamo in questa città per tre giorni, tempo di vedere quasi tutto. Il Griffith Observatory mi è piaciuto molto, da lì si può notare la scritta Hollywood sulla collina ed è stato bello ammirare L.A. dall’alto con sottofondo la canzone City of Angels dei Thirty Seconds to Mars. Ma il luogo che mi ha colpito di più e che secondo me rappresenta la California come ce la immaginiamo e sogniamo è Venice Beach, la costa di L.A. Spiagge immense, chitarristi, tramonto, skaters e un’invitante “pizza pepperoni”…



Il 22 settembre ci rimettiamo in viaggio, questa volta verso Las Vegas. Arriviamo nel tardo pomeriggio quando la città è ancora in fase di risveglio. Città dalle mille sorprese, la cosiddetta “Sin city”, imprevedibile e terribilmente vivace. Passeggiamo sul Las Vegas Blv e rimango ammaliata dalle mille luci. Inoltre, mi stupisco della mancanza di marciapiedi: per percorrere un rettilineo ci sono le scale mobili che collegano i centri commerciali e i rispettivi casinò. Si vive praticamente solo all’interno, attenzione all’aria condizionata! A mio parere, Las Vegas si può “visitare” anche solo in un giorno come abbiamo fatto noi. Lo spettacolo delle fontane del casinò Bellagio però mi ha divertito molto e si respirava una bella atmosfera.


Il giorno seguente ripartiamo ma… improvvisamente si accende una spia nella nostra macchina. Avevamo bucato una ruota e un chiodo si era conficcato all’interno di essa. Fortunatamente eravamo ancora in città quando ce ne siamo accorte e siamo andate subito da un meccanico. Questa esperienza mi ha fatto sentire un po’ più responsabile.

Il 23 settembre arriviamo nel Bryce Canyon. Tutte e tre aspettavamo con ansia la seconda parte del viaggio, quella dei parchi. Scandalizzate dalla temperatura, minima di tre gradi e massima forse di dieci (con qualche fiocco di neve nella notte), iniziamo il tour del parco. Meraviglioso era dir poco, le rocce rosse al calar del sole contrastavano in un maniera bellissima con la natura selvaggia e il cielo azzurro e poco nuvoloso. Chiudevo gli occhi pensando a dove mi trovassi, li riaprivo dopo qualche attimo e solo così realizzavo davvero dove mi stessi trovando…


Partiamo per Page il 24, con l’intenzione di visitare qui Lake Powell, Antelope Canyon e Horseshoe Bend. Come cittadina, Page è tranquilla come San Luis Obispo. Entrambi sono i classici paesi di passaggio quando si è in viaggio. Arriviamo al lago, enorme e di un azzurro che ti accieca quasi! Arrivate in un punto panoramico, ci prendiamo una mezz’oretta per rilassarci e sdraiarci ad ammirarlo. È stato un momento molto intenso dove mi sono sentita bene e nel posto giusto al momento giusto.


La mattina successiva sveglia all’alba per visitare Antelope Canyon, un canyon sotterraneo famoso per i suoi effetti di luce. Ci siamo calate al suo interno tramite minuscole e strette scalette e la nostra guida, che sembrava fattissima, ci ha illustrato i punti più particolari, alcuni dei quali paragonabili ad animali. È stato qualcosa di indescrivibile, le diverse sfumature di colore creavano un’atmosfera davvero unica!


Ma il panorama più incantevole che abbia mai visto è stato quello di Horseshoe Bend. Davvero, non ho mai visto nulla di così bello. Si tratta di un meandro del fiume Colorado in Arizona. Il colore verde del fiume e quello rosso della roccia creavano una magia senza eguali. Mi ha lasciato senza parole e ho di nuovo chiuso gli occhi per un momento per realizzare quello che avevo davanti a me. É stato fantastico.


Il 26 settembre arriviamo a Kayenta, una piccola cittadina di soli indiani. Si respirava proprio l’aria del far west, con quelle casette basse e piccole bancarelle di gioielli fatti a mano dagli abitanti locali. La mattina abbiamo fatto una tappa a Mexican Hut, un paesino dove la cosa più grande che c’era era un benzinaio. Qui percorriamo una delle strade più significative dello Utah, la Highway 12 dove, in lontananza, si poteva ammirare la meraviglia delle meraviglie: la Monument Valley.


Ecco, il nostro tour continua nel parco della Monument. La nostra macchina si riempie immediatamente di polvere rossa e non vediamo quasi più nulla. È bellissimo come sia tutto rimasto “selvaggio”, infatti qui le strade sono sterrate (non vi dico che ansia che avevamo di rovinare l’auto!). Lo spettacolo davanti a noi è pazzesco…


Il nostro viaggio sta volgendo al termine e il 27 settembre partiamo per il Grand Canyon. Entriamo nel parco e rimaniamo sorprese dalla sua grandezza: all’interno c’erano ristoranti, supermercati e hotel. Facciamo un giro molto veloce ma, successivamente, ha iniziato a piovere e, scoraggiate, siamo tornate in hotel. Decidiamo di uscire nel tardo pomeriggio, e aggiungerei: meno male. Assistiamo, così, ad un tramonto paradisiaco: le nuvole rosa che si riflettevano nel Colorado river. Ogni giorno non avevo più parole.


Dopo aver visto così tanto e così tanto-e-bello, ci è toccato ritornare alla base. Il 28 settembre abbiamo fatto una piccola e ultima tappa a Las Vegas prima di imbarcarci all’alba del giorno seguente per ritornare a casa.

Che dire, è stato un viaggio meraviglioso. Abbiamo visto tantissimo, ci siamo divertite e ci siamo godute ogni singolo istante. È stato anche un voler mettersi alla prova, abbiamo guidato per circa 1500 km con cambio automatico in luoghi a noi totalmente sconosciuti con regole della strada diverse da quelle italiane. L’adrenalina non ci è mai mancata, ce la siamo cavata e mi sono sentita un po’ più responsabile.

Auguro a tutti di intraprendere un’avventura così, a prescindere dalla West Coast che consiglio a tutti.

Viaggiate, mettetevi alla prova, fotografate, sorridete, non abbiate paura del “diverso” ma soprattutto del “lontano“.

Nina

Si va!


Domani è il giorno dei giorni, si parte! Ho aspettato a lungo nella mia vita questo viaggio e sono ancora incredula. 

Sono ‘affamata’ di nuove esperienze e nuovi posti da vedere, i miei occhi stanno fremendo dalla voglia di scoprire. 

Ho con me la mia macchina fotografica (continuo a sognare di dimenticarla o che non funzioni, segni premonitori?) e l’ho caricata con ben due giorni di anticipo. Ieri l’ho accesa e ho iniziato a cancellare le vecchie foto per fare spazio alle nuove. Ho eliminato 500 immagini del mio vecchio viaggio ed è stato come se avessi svuotato la mente in quel momento. Svuotando la schedina di memoria, è stato come se mi preparassi ad accogliere qualcosa di nuovo, mai conosciuto prima d’ora. 

Da questo viaggio tornerò sicuramente cambiata e soprattutto arricchita di esperienza. 

Viaggiare fa bene alla salute, ne sono certa. E parlo anche di piccoli viaggi, non per forza dall’altra parte del mondo. Prendete, per esempio, una domenica fuori porta in campagna o un weekend al mare. Tornando a casa, avrete quel qualcosa in più che prima non avevate. 

Buon viaggio a me,

Nina

Torino d’agosto


Torino d’agosto è bellissima, così calma e silenziosa da non riconoscerla più. 

Torino d’agosto sono gli innumerevoli parcheggi liberi in centro città (e la gioia nel riuscire a parcheggiare anche di sabato sera in centro). 

Torino d’agosto sono i pullman vuoti che quasi profumano e le biciclette che camminano silenziose e sfuggenti. 

Torino d’agosto sono i giardini Cavour senza musica e senza schiamazzi, che quasi mi fanno sentire un po’ più sola. 

Torino d’agosto è trovare un tavolo libero ovunque, anche di sabato sera in piazza Vittorio senza prenotazione. 

Torino d’agosto è il parco del Valentino un po’ più verde del solito, perché meno affollato. 

Torino d’agosto è via Roma dove il ‘chiuso per ferie’ non esiste. 

Torino d’agosto mi piace tanto, ed è sempre piacevole, a mio parere, tornare dalle vacanze per godersela un po’. 

Nina

Sotto il sole


Sotto il sole, ma soprattutto sotto l’ombrellone, ci sono viaggi da pianificare. 

Sto per intraprendere uno dei viaggi che più ho desiderato da quando sono piccola, ma non posso ancora crederci. Solo leggendo la guida, quando vedo scritto Grand Canyon o Los Angeles sobbalzo e non ci credo. 

Sarò a capo dell’organizzazione, e la cosa che temo di più è la macchina con il cambio automatico ma sopratutto il fatto che dovrò guidare in carreggiate da otto corsie. Mi stanno aspettando 3000km ma sarà meraviglioso. 

Il viaggio comincia da San Francisco, per poi proseguire lungo la costa fino a Los Angeles. Successivamente Las Vegas, Bryce Canyon, Page, Monument Valley e Gran Canyon con ritorno su Las Vegas. 

Sapete darmi dei consigli, nel caso foste già stati? Abbiamo una notte libera ancora da decidere tra San Francisco e Los Angeles lungo la costa. Ogni commento è buon accetto. 

Nina